Ripristinare la ferrovia abbandonata Fano-Urbino, cosa conviene alla collettività ?

Per chi abita nella valle del fiume Metauro e per gli abitanti della provincia di Pesaro-Urbino, è importante sviluppare una consapevolezza condivisa sulla utilità o meno di ripristinare la vecchia Ferrovia Fano-Urbino.

Pesonalmente, da cittadino di Fano e prima di approfondire, ero un sostenitore del ripristino del treno. Tuttavia alla luce di quanto ho appreso, mi sono convinto che anche fosse ripristinato in grande stile quel treno, da solo, non romperebbe certo il relativo isolamento dell’entroterra.

A parte i costi enormi di un pieno ripristino del treno in quella sede -binari completamente da sostituire, strisce di rispetto per nuova normativa da espropriare ai lati della ferrovia, 53 cavalcavia o sottopassi da costruire al posto dei vecchi passaggi a livello, interruzione dei binari operata dalle autostrade vicino al casello di Fano-, oltre a questo, il modello di mobilità oggi è molto diverso da quello del primo dopoguerra, quando il treno dava il meglio di sé. I posti di lavoro e le zone industriali sono oggi, perlopiù, lontani da quel tracciato dei binari; non avrebbero quindi alcun vantaggio nel loro utilizzo. Non ci scordiamo che nel 1987 la ferrovia non è stata chiusa per problemi tecnici, ma per mancanza di passeggeri! Quindi, ai fini del normale trasporto passeggeri e merci possiamo dire che il vantaggio del ripristino di quella ferrovia sarebbe praticamente nullo, a fronte di costi esorbitanti. Ed anche l’uso con semplici treni turistici purtroppo non comporterebbe di sostenere costi di investimento e di gestione così onerosi.

La soluzione ideale per rompere l’effettivo isolamento dell’entroterra, è costituito in realtà da un mix di cose diverse.

Prima di tutto migliorare le strade, poi costruire una nuova e moderna linea ferroviaria elettrificata e a doppio binario, accanto alla superstrada Fano-Grosseto (che verrebbe cosi per captazione finalmente ultimata). La nuova linea ferroviaria, per avere un senso, dovrebbe proseguire fino ad Arezzo, realizzando cosi una infrastruttura importante e funzionale ad un contesto molto più ampio.

Per l’utilizzo, invece, dei vecchi binari della Fano-Urbino la mia proposta alle istituzioni è un vero e proprio “uovo di Colombo” a impatto e a costo praticamente zero: propongo che i Comuni chiedano in comodato d’uso gratuito alle Ferrovie dello Stato (ad oggi proprietari di tutto ciò che sta a 2 metri dai vecchi binari) il tratto che passa nel loro territorio e vi realizzino il nostro progetto civico-turistico: i binari e i 2 metri ai loro lati, verrebbero trasformati in un parco urbano con funzioni anche di museo a cielo aperto della storia delle città e dei territori attraversati. Ed il tutto ad un costo irrisorio per le pubbliche casse.

Analizziamo i vari aspetti:

Questione Ferrovie dello Stato.

Attualmente sono i proprietari del sedime, un sedime da cui non traggono alcun utile ma solo costi e importanti responsabilità.

La legge italiana prevede che per i terreni privati non dotati di recinzione a norma, non esistano sanzioni di alcun tipo per chi vi passa. La legge invece prevede enormi responsabilità per la messa in sicurezza, sicurezza che non è tanto a rischio sui binari spesso invasi da rovi, ma sui tratti stradali abusivi costituiti dagli ex passaggi a livello. Infatti ho scoperto che in occasione della asfaltatura di parecchi binari non è mai stato eseguito il passaggio di proprietà di quei terreni dalle Ferrovie ai Comuni o all’ANAS. Pertanto, se oggi si verificasse un incidente stradale in corrispondenza di quei quei passaggi stradali abusivi , ne dovrebbero rispondere sia civilmente che penalmente i dirigenti delle Ferrovie dello Stato.

Anche la semplice apposizione di cartelli di divieto non risolve alcunchè perché, di fatt,o non si impedisce il passaggio su strutture non a norma potenzialmente pericolose. Il rischio sui binari, sia in caso di passeggiate a piedi col cane, sia con biciclette è, rispetto a quello sui passaggi stradali, assolutamente trascurabile.

Le Ferrovie dello Stato, inoltre, in qualità di proprietari, avrebbero il dovere di tenere pulito dalle erbacce quel sedime, cosa che viene fatta troppo raramente (ci sono addirittura alberi cresciuti in mezzo ai binari) e comunque in modo incompleto.

Le Ferrovie avrebbero, quindi, logicamente tutto l’interesse, a cedere ad altri la responsabilità di quei terreni. Obbiettivo che si può raggiungere, cedendoli gratuitamente ai Comuni o al limite ad associazioni no profit di cittadini.

Concludendo in mancanza di un ripristino del treno, sarebbe interesse delle Ferrovie disfarsi degli oneri collegati a quel tratto di vecchi binari.

Utilità pubblica per i residenti e la cittadinanza.

La realizzazione di un parco pubblico in quel tratto, aggiungerebbe un ulteriore parco urbano che collega gran parte della città e garantisce che il terreno sia tenuto sempre pulito e fruibile dai cittadini. Mettendo semplicemente del ghiaino fine stabilizzato in mezzo agli attuali binari (circa 4 centimetri dalla sommità dei binari) diventerebbe agevole sia passeggiarvi a piedi, magari col cane, che andarci anche con qualunque bicicletta e ne conserverebbe la percorrenza con i carrelli ferroviari di mia invenzione o simili.

Naturalmente la filosofia della struttura non sarà quella di arrivare, ma di godersi il viaggio! Permettendo un turismo esperienziale di qualità, come già esiste in Francia e in molti paesi esteri più avanti di noi. In Francia nel 2004 è stata fondata un’associazione nazionale, denominata Vélorail de France (www. veloraildefrance.com), che promuove questo tipo di riutilizzo e, ad oggi, sono stati attrezzati oltre 400 km di vecchie ferrovie per la circolazione dei vélorail (90 percorsi), sperimentati da più di 4 milioni di clienti. In italia purtroppo, non ci siamo ancora attivati in questo senso e credo che la migliore proposta è proprio quella che propongo anche con questo articolo.

Museo a cielo aperto

Per attirare turisti di qualità proponiamo anche di coinvolgere musei e associazioni di rievocazioni storiche, per realizzare, partendo dal mare verso l’entroterra, una serie di cartelli che illustrino la storia dei territori attraversati, dalle origini fino ad oggi. In particolari stazioni, si potrebbe prevedere sia punti di ristoro che rievocazioni storiche vere e proprie, realizzando una attrazione turistica in grado di attirare turisti perfino dall’estero.

Le biciclette ferroviarie da 4 o più persone procederebbero a date prefissate in colonna con un cicerone in testa dotato di microfono radio in grado di illustrare l’escursione e la storia del territorio.

CONCLUSIONI

Con una spesa davvero trascurabile, è possibile trasformare i vecchi binari da luogo di degrado a parco urbano e importante attrazione turistica. Se ci riusciremo o meno non dipende però tanto dai politici e nemmeno da chi è interessato a grandi opere in grado di attirare grandi finanziamenti con conseguenti “briciole” per qualcuno, ma dall’appoggio del cittadino medio, senza la cui partecipazione non è possibile, nemmeno in altri settori , costruire un mondo realmente migliore.

Per ulteriori informaziono o proposte, contattare Ermanno cavallini al cell.3392006705

Per chi vuole approfondire o è semplicenmente interessato, ecco il link all’apposito gruppo di discussione facebook: Bici ferroviarie per utilizare le ferrovie abbandonate.

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