Per scongiurare che la guerra in Ucraina degeneri in una ecatombe nucleare.

Il rischio che la guerra in Ucraina degeneri progressivamente in una terza guerra mondiale e quindi in una ecatombe nucleare mondiale, purtroppo esiste, anche se al momento, per fortuna, non sembra probabile.

Tuttavia, il rischio che stiamo correndo come intero genere umano è talmente grande che merita un’approfondimento da parte di ogni singolo comune cittadino e non solo da parte delle istituzioni comunque preposte.

Purtroppo Putin ha messo in stato di allerta le forze strategiche nucleari e per reazione anche gli USA, hanno innalzato il loro livello di allerta delle armi strategiche nucleari, da Defon 5 a Defon 4 .

Notizie ufficiose riportano che anche Francia e Gran Bretagna abbiano innalzato il loro livello di prontezza del rispettivo armamento nucleare.

Se teniamo presente che la Federazione Russa ha ad oggi circa 6000 bombe nucleari di varia grandezza (di cui 1.588 attualmente pronte al lancio) e gli USA ne hanno invece circa 5500 (di cui 1.550 pronte al lancio), possiamo capire come un confronto diretto non solo lascerebbe distrutti entrambi i contendenti, ma cancellerebbe l’intero genere umano dalla faccia della terra.

Se poi consideriamo che nel confronto potrebbero anche essere coinvolte, in breve, le 290 testate nucleari Francesi, le 215 inglesi e forse le 350 Cinesi, capiamo come, al di là delle immediate distruzioni, la mole di pulviscolo alzato nell’atmosfera genererebbe certamente il fenomeno (ampiamente previsto dagli scienziati di tutto il mondo) dell’INVERNO NUCLEARE .

L’asteroide che nel cretaceo estinse i dinosauri con il 75% di tutte le specie allora viventi, al confronto sembrerebbe cosa da nulla.

Il rischio, paradossalmente, è talmente grande da sfuggire come consapevolezza dalla percezione di molti comuni cittadini, abituati a ragionare solo per dinamiche “nelle loro immediate vicinanze”.

Ma veniamo a cosa possiamo fare per scongiurare questo enorme e inaccettabile rischio.

Oltre che ragionare a breve, dobbiamo anche, contemporaneamente, elaborare una prospettiva strategica più risolutiva e a lungo termine.

Ormai la nostra economia e il nostro benessere non dipende più solo dalla città e dalla nazione dove viviamo, ma anche da una fitta interazione sempre più stretta con ogni angolo del pianeta. Pianeta che grazie o a causa della globalizzazione e del progresso è divenuto in qualche modo sempre piu piccolo e interdipendente.

La soluzione, prima psicologica e poi politica, è dunque non sentirsi tanto patrioti verso la propria città o nazione ma verso l’intero mondo che sta diventando giocoforza la nuova vera nazione di tutti noi.

L’ideale a lungo termine sarebbe uno scenario dove le nazioni unite divengono un vero e proprio governo mondiale, sottraendo alle nazioni la possibilità di farsi guerra, né più né meno come oggi l’Italia ingloba in sé città e regioni un tempo acerrime nemiche e attrici di guerre sanguinose, che nel medioevo e nel rinascimento hanno insanguinato la nostra nazione. Oggi nessuno più si sognerebbe di iniziare una guerra perché si sente guelfo o ghibellino, pisano o fiorentino, cosi domani nessuno dovrà iniziare una guerra per la grandezza del proprio singolo stato, ma dovrà pensare prevalentemente alla grandezza dell’intero pianeta e della intera umanità.

Un primo concreto passo potrebbe essere costituire un movimento trasversale alle varie attuali fazioni politiche, che proponga almeno un controllo tecnico dell’integrità manutentiva e della sicurezza di ogni singolo armamento nucleare esistente sulla terra da parte di un apposito organismo, da crearsi in seno alle nazioni unite.

Questo organismo potrebbe, all’inizio almeno, censire e contollare la sicurezza di ogni singola bomba nucleare, passando poi nel tempo ad assumerne il controllo diretto .

E’ pero da chiarire molto bene che un ipotetico governo mondiale degli “Stati Uniti del Pianeta Terra” se da un lato eliminerebbe gli eserciti e le relative spese militari, garantendo anche un aumento di efficienza notevole dell’intero sistema economico mondiale, dall’altro creerebbe un problema enorme di controllo democratico del suo operato, per scongiurare un uso dittatoriale di questo potere. Per risolvere questo problema serve che cambi la mentalità o se preferite lo “schema mentale di riferimento” anche del comune cittadino, che dovrà sentire non più solo come suo diritto, ma come suo preciso dovere, esercitare un controllo continuo sui delegati che elegge ad ogni livello della pubblica amministrazione e soprattutto del governo.

Solo se e quando noi gente comune, dimostreremo questa crescita di consapevolezza e maturità, potremo anche solo sperare in questa soluzione, non vedo altre alternative.

Se moriremo in una ecatombe nucleare, alla fine non dipendera solo “dai capi” di turno, ma dalle decisioni di ciascuno di noi e dalla capacità che avremo o meno, di trasmetterci reciprocamente nuovi e più progrediti modi di pensare.

In realtà il futuro dipende da noi, da ciascuno di noi. Non solo come singoli individui , ma piuttosto da quanto saremo in grado o meno di sensibilizzare anche altri comuni cittadini a queste nuove e più mature consapevolezze.

Ermanno Cavallini

Aggiungo il link ad un piccolo libro che propone un’economia per un mondo migliore.

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