Ripristinare la ferrovia abbandonata Fano-Urbino, cosa conviene alla collettività ?

Per chi abita nella valle del fiume Metauro e per gli abitanti della provincia di Pesaro-Urbino, è importante sviluppare una consapevolezza condivisa sulla utilità o meno di ripristinare la vecchia Ferrovia Fano-Urbino.

Pesonalmente, da cittadino di Fano e prima di approfondire, ero un sostenitore del ripristino del treno. Tuttavia alla luce di quanto ho appreso, mi sono convinto che anche fosse ripristinato in grande stile quel treno, da solo, non romperebbe certo il relativo isolamento dell’entroterra.

A parte i costi enormi di un pieno ripristino del treno in quella sede -binari completamente da sostituire, strisce di rispetto per nuova normativa da espropriare ai lati della ferrovia, 53 cavalcavia o sottopassi da costruire al posto dei vecchi passaggi a livello, interruzione dei binari operata dalle autostrade vicino al casello di Fano-, oltre a questo, il modello di mobilità oggi è molto diverso da quello del primo dopoguerra, quando il treno dava il meglio di sé. I posti di lavoro e le zone industriali sono oggi, perlopiù, lontani da quel tracciato dei binari; non avrebbero quindi alcun vantaggio nel loro utilizzo. Non ci scordiamo che nel 1987 la ferrovia non è stata chiusa per problemi tecnici, ma per mancanza di passeggeri! Quindi, ai fini del normale trasporto passeggeri e merci possiamo dire che il vantaggio del ripristino di quella ferrovia sarebbe praticamente nullo, a fronte di costi esorbitanti. Ed anche l’uso con semplici treni turistici purtroppo non comporterebbe di sostenere costi di investimento e di gestione così onerosi.

La soluzione ideale per rompere l’effettivo isolamento dell’entroterra, è costituito in realtà da un mix di cose diverse.

Prima di tutto migliorare le strade, poi costruire una nuova e moderna linea ferroviaria elettrificata e a doppio binario, accanto alla superstrada Fano-Grosseto (che verrebbe cosi per captazione finalmente ultimata). La nuova linea ferroviaria, per avere un senso, dovrebbe proseguire fino ad Arezzo, realizzando cosi una infrastruttura importante e funzionale ad un contesto molto più ampio.

Per l’utilizzo, invece, dei vecchi binari della Fano-Urbino la mia proposta alle istituzioni è un vero e proprio “uovo di Colombo” a impatto e a costo praticamente zero: propongo che i Comuni chiedano in comodato d’uso gratuito alle Ferrovie dello Stato (ad oggi proprietari di tutto ciò che sta a 2 metri dai vecchi binari) il tratto che passa nel loro territorio e vi realizzino il nostro progetto civico-turistico: i binari e i 2 metri ai loro lati, verrebbero trasformati in un parco urbano con funzioni anche di museo a cielo aperto della storia delle città e dei territori attraversati. Ed il tutto ad un costo irrisorio per le pubbliche casse.

Analizziamo i vari aspetti:

Questione Ferrovie dello Stato.

Attualmente sono i proprietari del sedime, un sedime da cui non traggono alcun utile ma solo costi e importanti responsabilità.

La legge italiana prevede che per i terreni privati non dotati di recinzione a norma, non esistano sanzioni di alcun tipo per chi vi passa. La legge invece prevede enormi responsabilità per la messa in sicurezza, sicurezza che non è tanto a rischio sui binari spesso invasi da rovi, ma sui tratti stradali abusivi costituiti dagli ex passaggi a livello. Infatti ho scoperto che in occasione della asfaltatura di parecchi binari non è mai stato eseguito il passaggio di proprietà di quei terreni dalle Ferrovie ai Comuni o all’ANAS. Pertanto, se oggi si verificasse un incidente stradale in corrispondenza di quei quei passaggi stradali abusivi , ne dovrebbero rispondere sia civilmente che penalmente i dirigenti delle Ferrovie dello Stato.

Anche la semplice apposizione di cartelli di divieto non risolve alcunchè perché, di fatt,o non si impedisce il passaggio su strutture non a norma potenzialmente pericolose. Il rischio sui binari, sia in caso di passeggiate a piedi col cane, sia con biciclette è, rispetto a quello sui passaggi stradali, assolutamente trascurabile.

Le Ferrovie dello Stato, inoltre, in qualità di proprietari, avrebbero il dovere di tenere pulito dalle erbacce quel sedime, cosa che viene fatta troppo raramente (ci sono addirittura alberi cresciuti in mezzo ai binari) e comunque in modo incompleto.

Le Ferrovie avrebbero, quindi, logicamente tutto l’interesse, a cedere ad altri la responsabilità di quei terreni. Obbiettivo che si può raggiungere, cedendoli gratuitamente ai Comuni o al limite ad associazioni no profit di cittadini.

Concludendo in mancanza di un ripristino del treno, sarebbe interesse delle Ferrovie disfarsi degli oneri collegati a quel tratto di vecchi binari.

Utilità pubblica per i residenti e la cittadinanza.

La realizzazione di un parco pubblico in quel tratto, aggiungerebbe un ulteriore parco urbano che collega gran parte della città e garantisce che il terreno sia tenuto sempre pulito e fruibile dai cittadini. Mettendo semplicemente del ghiaino fine stabilizzato in mezzo agli attuali binari (circa 4 centimetri dalla sommità dei binari) diventerebbe agevole sia passeggiarvi a piedi, magari col cane, che andarci anche con qualunque bicicletta e ne conserverebbe la percorrenza con i carrelli ferroviari di mia invenzione o simili.

Naturalmente la filosofia della struttura non sarà quella di arrivare, ma di godersi il viaggio! Permettendo un turismo esperienziale di qualità, come già esiste in Francia e in molti paesi esteri più avanti di noi. In Francia nel 2004 è stata fondata un’associazione nazionale, denominata Vélorail de France (www. veloraildefrance.com), che promuove questo tipo di riutilizzo e, ad oggi, sono stati attrezzati oltre 400 km di vecchie ferrovie per la circolazione dei vélorail (90 percorsi), sperimentati da più di 4 milioni di clienti. In italia purtroppo, non ci siamo ancora attivati in questo senso e credo che la migliore proposta è proprio quella che propongo anche con questo articolo.

Museo a cielo aperto

Per attirare turisti di qualità proponiamo anche di coinvolgere musei e associazioni di rievocazioni storiche, per realizzare, partendo dal mare verso l’entroterra, una serie di cartelli che illustrino la storia dei territori attraversati, dalle origini fino ad oggi. In particolari stazioni, si potrebbe prevedere sia punti di ristoro che rievocazioni storiche vere e proprie, realizzando una attrazione turistica in grado di attirare turisti perfino dall’estero.

Le biciclette ferroviarie da 4 o più persone procederebbero a date prefissate in colonna con un cicerone in testa dotato di microfono radio in grado di illustrare l’escursione e la storia del territorio.

CONCLUSIONI

Con una spesa davvero trascurabile, è possibile trasformare i vecchi binari da luogo di degrado a parco urbano e importante attrazione turistica. Se ci riusciremo o meno non dipende però tanto dai politici e nemmeno da chi è interessato a grandi opere in grado di attirare grandi finanziamenti con conseguenti “briciole” per qualcuno, ma dall’appoggio del cittadino medio, senza la cui partecipazione non è possibile, nemmeno in altri settori , costruire un mondo realmente migliore.

Per ulteriori informaziono o proposte, contattare Ermanno cavallini al cell.3392006705

Per chi vuole approfondire o è semplicenmente interessato, ecco il link all’apposito gruppo di discussione facebook: Bici ferroviarie per utilizare le ferrovie abbandonate.

Per progredire a volte è necessario abbandonare errate convinzioni.

Riflessione 1 “i limiti oggettivi delle regole”

Ogni legge o regola non puo’ mai essere giusta al 100% in ogni condizione realmente verificabile. E questo per il motivo che la realtà è un sistema complesso e nessuna regola, anche quando ben fatta (e non sempre lo sono) , può mai vedere una applicazione giusta in ogni caso possibile e immaginabile.

E’ esattamente per questo motivo, che per fortuna, abbiamo ancora una magistratura con uomini e donne a cui è demandata la responsabilità di applicare leggi e regolamenti. Altrimenti basterebbe un banale sistema informatico esperto che applichi alla lettera le leggi  con gran beneficio delle pubbliche casse.

Chiunque ha qualche rudimento di diritto sa che l’articolo 1 di ogni legge emessa, indica lo scopo ultimo che quella norma intende cogliere e a cui chiunque la applichi (magistrato, pubblico funzionario o comune cittadino) , deve attenersi nella sua applicazione.

In sostanza esistono casi in cui applicare alla lettera una norma, tradisce lo scopo stesso della norma. La discrezionalità di applicazione umana serve proprio a mitigare questo errore fondamentale di attribuzione che qualunque legge e regolamento in realtà ha.

Insomma ci deve sempre essere un essere umano che si prende la responsabilità di applicare una legge e mai questa può essere sempre e in ogni caso essere applicata alla lettera.

Prendiamo ad esempio qualcosa con cui tutti prima o poi, abbiamo a che fare ; il limite di velocità del codice della strada. Nella realtà esitono strade urbane a 4 o più corsie con caratteristiche tecniche simili a superstrade. Eppure anche su queste vengono talvolta imposti limiti di velocita molto bassi, ampiamente inferiori alle loro caratteristiche costruttive. Probabilmente perche vista l’alta affluenza nelle ore di punta si è probabilmente inteso abbassarlo. Resta però altrettanto vero che le stesse in altre condizioni  (di sera con traffico quasi nullo e con visibilità e aderenza del terreno ottimali)  sono in grado di sostenere in sicurezza equivalente, velocità molto superiori.

E’ un fatto scientifico che qualunque limite di velocità stradale per i suoi aspetti oggettivi se non legali, può essere sempre essere definito solo per valori medi, in quanto al variare di numerosi parametri può risultare insufficiente o al suo contrario eccessivo. In linea teorica dovremmo avere un limite di velocità che cambia continuamente e si adatta alle condizioni di aderenza, visibilità e di traffico di ogni strada in ogni momento, cosa che è in effettivamente sperimentazione in alcune autostrade americane, giapponesi  e svizzere che hanno cartelli con limiti a velocità variabile.

(vedi articolo di esempio https://www.cdt.ch/ticino/mendrisiotto/in-autostrada-i-limiti-di-velocita-diventano-variabili-GX1088495?_sid=r1jcnsSn )

A mio modesto avviso, su quel tratto di strada in quelle condizioni, 110 km/h e quivalgono ai 70 km/h nelle ore di punta, con pioggia o bassa visibilità, quindi nessun rischio accessorio si genera per nessun soggetto presente in quel preciso momento.

Riflessione 2 “ l’ importanza che chi lavora non si senta solo un numero”

Come ben sapete, Per contribuire a un effettivo progresso, non basta una motivazione economica ma anche il desiderio di contribuire a cambiare in meglio il mondo futuro.

Da questo punto di vista vorrei far notare come è pericoloso da un punto di vista strategico per qualunque azienda governo o organizzazione, automatizzare eccessivamente i meccanismi interni. Certo una spinta all’automazione, permette di gestire un ampio numero di dipendenti con relativamente poche ore impiegate dai meccanismi di gestione, ma dall’altra rende meno partecipi e più distaccati i singoli dipendenti, fino a generare meccanismi non proprio entusiasmanti, che possiamo osservare in altre aziende.

D’altro canto una eccessiva attenzione ai casi singoli dei dipendenti genera un numero spropositato di ore impiegate da chi gestisce tutto abbassando quindi la competitività di funzionamento dell’azienda.

Forse il giusto sta nella via di mezzo, che però è scarsamente seguita, liquidando con un’analisi eccessivamente veloce, un caso che lungi dai soli aspetti economici coinvolge anche la motivazione a lavorare al meglio possibile i dipendenti con tutta una serie di possibili concatenazioni.

Per ultimo vi invito a riflettere ulteriormente su quanto esista e sia importante, un meccanismo di bilanciamento psicologico tra le disponibilità date a vicenda che trascendono le mere regole contrattuali.

 Riuscire a mantenere questo equilibrio è difficile quanto fondamentale per creare uno staff motivato ed efficace che generi a sua volta per qualità del servizio, una eccellenza che i clienti ci riconoscono.

Ermannno Cavallini

Alcuni perchè sulla passione del volo.

Prendo spunto dalla riflessione di Lorenzo, un amico che, sul suo canale youtube, propone una riflessione su tutti quelli che hanno la passione del volo.

Una riflessione, che dal mio particolare punto di vista (sono anche istruttore di volo VDS reale) assume aspetti che ancora si prestano a riflessioni ulteriori. Cosi come il pilota virtuale non vuol (giustamente) essere confuso con un gamer, ho assistito in oltre trent’anni di volo a piloti di linea che non vogliono essere confusi con piloti di aeroclub, e piloti di aeroclub che non vogliono essere confusi con piloti vds. Questi ultimi poi in alcuni casi non vogliono essere confusi con deltaplanisti. Storia a parte fa il mondo del volo libero senza motore, dove mediamente, prevale invece la dimensione intima (si vola guasi sempre da soli) e meno quella sociale.

La riflessione che mi viene è che Troppi usino la passione del volo, bellissima in se, come una sorta di meccanismo (forse inconscio) di verifica sociale. A volte sembra che La capacità raggiunta di condurre quel particolare tipo di velivolo conti solo se può essere in qualche modo esibita su una qualche forma di palcoscenico. E’ un pò come se il pilota di turno dicesse ” guardatemi, vedete come sono in gamba? ” e in effetti in gamba lo è veramente ma non è questo il punto.

Il punto è perche ha bisogno di conferme esterne? Per molti anni ho avuto un aereo autocostruito monoposto, un MB2 Colibrì. Quando andavo in giro per campi volo e aeroporti, a volte suscitavo un ammirazione velata quanto immeritata e che sinceramente , non capivo.

Poi dopo molti anni, sono arrivato a dover vendere il mio mezzo monoposto, ammirato da tutti ma inspiegabilmente non voluto da nessuno, e allora ho capito.

Al pilota medio italiano non piace volare da solo, perche fondamentalmente non lo vede nessuno……

Eppure sono convinto che questo sia solo il “lato oscuro” della passione del volo, quello che a volte crea inconprensibili litigi nel nostro ambiente aeronautico. Litigi tra club e persone che non si spiegano razionalmente , se non per “guerre di prestigio” che sottendono questa dinamica psicologica.

Per fortuna, esite anche e soprattutto l’altra faccia della medaglia, quella che ci spinge a metterci in gioco ogni giorno e a confrontarci con una natura molto più grande di noi , il cielo.

Forse è grazie anche a questo impegno se alla fine, riusciamo a divenire almeno un poco migliori di come eravamo prima.

Per ultimo, posso dirvi che ho conosciuto alcuni tra i piu grandi piloti, tecnici e meccanici in realtà molto alla mano e amichevoli con tutti.

Non so, forse è perche sapendo profondamente chi fossero, non avevano bisogno di mostrare nulla a nessuno, ne tantomeno di conferme esterne al giudizio di se stessi.

Non sarei onesto se non ammettessi che anche io, quando ero molto giovane, ho attraversato una simile fase. Per fortuna poi si evolve e si va oltre…… ma la ricerca non finisce mai , perche piu si impara è piu l’orizzonte della conoscenza si soposta più lontano……

Oggi uso anche i simulatori di volo per trasmettere quello che ho imparato anche in modo innovativo e credo creativo; ma confesso che vedo alcuni ex colleghi guardarmi con disappunto……..

Forse perche ai loro occhi, la cosa ha meno valore? ; eppure a volte volare col simulatore è perfino più difficile che volare con l’aero vero, e vi dico per esperienza, che non tutti i piloti reali sono capaci di portare un simulatore fatto bene.

Ma questo per loro non conta…….

Conta una stima di se, forse non troppo radicata in realtà, che ha bisogno di continue conferme. 🙂

Ermanno Cavallini

L”IRRESISTIBILE ASCESA DEI SIMULATORI DI VOLO

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progresso, a dir poco stupefacente, nel settore dei simulatori di volo. Siamo arrivati al punto che anche un comune pilota di ultraleggeri può avere a sua disposizione strumenti che, fino a pochi anni fa, solo le aviazioni militari o le grandi compagnie aeree potevano permettersi.

Intendiamoci bene, è vero che ancora oggi queste si avvalgono di specifici simulatori dedicati solo a uno specifico tipo di aereo e ottimizzati per garantire la massima standardizzazione del loro personale di volo professionista.

Accanto a questi mostri dal costo che può superare anche il milione di euro, oggi, grazie anche al notevole progresso nel settore dei personal computer, si stanno affiancando soluzioni che iniziano ad andare ben al di là del semplice videogioco, fino a permettere un vero e proprio allenamento per i piloti che fino ad oggi erano rimati esclusi da questa possibilità.

Con un costo che non supera per l’hardware i 3000 euro, è possibile allestire una postazione che simuli gran parte degli aerei leggeri e dello scenario circostante, ad un livello di realismo tale da permettere non solo il volo strumentale, ma addirittura un volo a vista, anche estremo, come quello fatto dai deltaplani a motore o i parapendio.

L’entrata in campo del colosso Microsoft, che con il suo FS2020 ha di fatto creato un nuovo standard, è eguagliato anche da altre soluzioni oggi disponibili come Prepar3D di Lockeed Martin (a ottobre 2020 è uscita la versione 5.1 ) o X-Plane11 della Laminar Research .

Molti li considerano videogiochi, ma in effetti la complessità dovuta all’effettivo realismo raggiunto, scoraggia il semplice videogiocatore che preferisce in media altri generi di videogiochi, più immediati e in cui non ci sia troppo da imparare.

E’ anche vero, tuttavia, che lo stesso strumento può essere usato in più modi, anche molto diversi tra loro. Possiamo dire, quindi, che se questi software sono videogiochi o simulatori veri e propri, moltissimo dipende dalla filosofia d’impiego di chi li usa.

Tuttavia questi software non sono tutti equivalenti, ma sono stati pensati per fasce di utenti diversi, anche se in parte sovrapposte.

Microsoft, ad esempio, con il suo nuovo Flight Simulator, riprende dopo 14 anni un titolo che aveva abbandonato. Questo usufruisce di tutta l’esperienza e il peso del gigante informatico, con effetti grafici davvero eccezionali e una mappatura di tutto il pianeta. Tuttavia, a differenza dei suoi concorrenti, non ha pensato ad una versione certificata dalle autorità aeronautiche ed ha scelto come tipo di utenza quello dei gamers, in effetti più remunerativo. E’ forse per questo che ha impiegato le sue immense risorse più per la grafica che per il realismo dei modelli di volo, che sono limitati ai soli aeroplani senza elicotteri e altri tipi di mezzi volanti. FS2020 è un software in continua evoluzione e negli ultimi aggiornamenti si sono viste notevoli migliorie; vedremo se in futuro Microsoft deciderà o meno di produrne anche una versione di tipo professionali. Fino a quel momento, rimane, in effetti, il miglior videogioco di simulazione di volo esistente.

L’aeroporto alpino di Courchevel in FS2020

Di orientamento diametralmente opposto la Lockheed Martin che ribadisce che ogni utilizzo fuori dal professionale/accademico del suo Prepar3D è escluso, non essendo un prodotto mirato al mercato dell’intrattenimento ricreativo. E’ pur vero però che, sebbene si tratti di un software certificato dalle autorità aeronautiche, la sua portabilità su un semplice personal computer ne favorisce l’uso da parte di una discreta schiera di appassionati che piloti in effetti non sono.

L’ae+
roporto alpino di Courchevel in prepar3D

In mezzo ai due, si pone la Laminar Research con il suo X-Plane arrivato alla versione 11.50. Questo esiste sia nella versione “casalinga” che in quella certificata FAA per l’uso professionale. La cosa interessante è che le due versioni mantengono il 95% dello stesso codice, avendo la versione professionale poche modifiche come la gestione del “move motion” per le cabine dei grandi aerei di linea ed, anzi, la sottrazione di diverse componenti più “videoludiche” che invece ha la versione base. Quindi l’utente casalingo usufruisce di tutta una serie di studi e implementazioni pensati per l’uso professionale.

La scelta, da parte della Laminar, di lasciare il loro software aperto a implementazioni esterne, ha creato negli anni una formidabile rete di software aggiuntivo, sia free che a pagamento, che di fatto lo hanno trasformato in qualcosa di davvero molto particolare e potente.

L’aeroporto alpino di Courchevel in X-Plane 11.50 base (senza alcuna aggiunta)

Ultimamente è apparso anche il progetto ” VFR estremo” che, partendo dal già buono X-Plane, lo espande al punto tale da diventare un simulatore di volo professionale anche per una fascia di piloti che finora erano rimasti fuori da questo giro, vale a dire i piloti che volano a vista con le regole VFR.

In particolare, il progetto “VFR estremo” aggiunge a x-plane degli scenari ultrarealistici e ultradettagliati anche fatti su misura, che arrivano a simulare non solo i campi volo, spesso sconosciuti, dove operano i deltaplani a motore o gli ULM tubi-tela, ma anche dettagli di ogni singolo albero o costruzione, in un raggio di diversi km nelle immediate adiacenze: le zone, appunto, sorvolate in atterraggio e decollo da questi mezzi leggeri.

L’aeroporto alpino di Courchevel nel progetto VFR estremo.

Tuttavia il progetto VFR estremo, si presta anche per le rievocazioni di velivoli e aeroporti storici, facendo rivivere la memoria di posti e aerei che oggi non esistono più.

Il Mondolfoo Airfiled esistito nel 1945 e di cui oggi non rimane traccia , ricostruito grazie al progetto VFR estremo.

Per ultimo Il progetto VFR estremo raccoglie anche una selezione di oltre 250 tra aerei elicotteri, autogiro, dirigibili e qualunque tipo di mezzo volante esistito che permettono non solo di sperimentare il pilotaggio di macchine molto diverse tra loro, ma anche di ripercorrere un pò tutta la storia dell’aviazione.

Il progetto “VFR estremo” però non è un prodotto commerciale ma un progetto portato avanti dall’associazione no profit “Il Gabbiano” di Fano. Tutti possono usufruirne, anche con connessione a distanza da casa propria, iscrivendosi all’associazione con la modica spesa di 25 euro.

Per info Cell.3392006705 e-mail ermanno2007@yahoo.it

Ermanno Cavallini

Anche da semplici turisti con il VFR estremo

Non solo piloti ma anche semplici curiosi e turisti a provare il simulatore VFR estremo a Fano . Questo video di una turista venuta con marito e figli, è relativo ai mesi immediatamente precedenti al blocco da corona virus, oggi il livello di dettaglio e realismo è ancora, e di molto, aumentato. per prenotazioni e info cell.3392006705

I SIMULATORI DI VOLO, LO STATO DELL’ ARTE AL 2020

Il mese di agosto del 2020 ha visto, dopo ben 14 anni di assenza, il ritorno del colosso Microsoft nel settore dei simulatori di volo. In molti pensano che al di là del ritorno economico (pur non trascurabile), il colosso statunitense abbia voluto dare una “prova di forza” per dimostrare di cosa sia capace, nella logica di una competizione commerciale anche con aziende asiatiche.

Grazie ai notevoli investimenti, il nuovo prodotto microsoft è in grado di offrire un livello di dettaglio del territorio davvero notevole. Pressoché tutti quelli che lo hanno provato, sono riusciti, a prescindere dalla parte del globo in cui vivano, a riconoscene tra gli scenari sorvolabili perfino la propria abitazione.

Al punto che in molti hanno dichiarato che dopo Flight simulator 2020, ogni altro simulatore di volo sia diventato obsoleto. Ma a guardar bene e dopo diversi test comparativi, forse le cose non stanno esattamente così.

Ad oggi il mondo della simulazione di volo avanzata è diviso tra applicazioni dedicate di tipo professionale (i simulatori delle compagnie aeree o delle forze aeree governative) e di tipo ludico/avanzato come FS2020, X-Plane, o Prepar 3d.

Grazie al progresso dell’Hardware e delle tecniche di programmazione in realtà virtuale, molti simulatori acquistabili dai comuni mortali, offrono oggi la possibilità di essere regolati sia per fungere da semplici giochi, che da veri e propri simulatori utilizzabili in parte anche nel mondo dell’aviazione da diporto o sportiva.

Tuttavia perché questi acquistino una dimensione realmente utile per l’addestramento e l’allenamento dei piloti, necessitano sia di un hardware adeguatamente potente, che di periferiche adeguate che siano in grado di riprodurre tutti i comandi di un aereo o di un elicottero.

Aeroporto di Fano LIDF con FS 2020
Aeroporto di fano LIDF con X-Plane 11.50 + pacchetto “VFR estremo”

Ecco allora che software come ad esempio X-Plane della Laminar Research, possono essere installati in pc casalinghi o addirittura su tablet e smartphone in funzione ludica, ma anche essere usati come base di simulatori professionali delle compagnie aeree, fino ad avere addirittura una versione certificata dalle autorità aeronautiche nazionali per le scuole di volo.

In molti casi la comunanza delle versioni videoludiche e professionali è molto alta, fino a giungere ad oltre il 90%, come nel caso di X-Plane.

Tralasciando 3D Prepare – che effettivamente sembra perdere molto del suo senso dopo l’uscita di FS2020 – rimane da testare l’effettiva bontà, nella fascia di più alto realismo dedicata all’allenamento dei piloti sportivi, tra Flight Simulator 2020 e X-Plane 11.50 con il supporto della tecnologia Vulkan.

Capo volo di Fiordipiano con FS 2020
Campo volo di Fiordipiano con X-Planne 11.50 + pacchetto “VFR estremo”

In questo articolo vi vogliamo, appunto, offrire una prova comparativa “sul campo” tra questi due notevolissimi software.

Una comparazione pensata non tanto dal punto di vista del videogiocatore ludico, ma della validità a 360 gradi per l’addestramento e l’allenamento dei piloti da diporto e sportivi.

Piloti che dopo l’ascesa del settore VDS che vede oggi immatricolati, solo in italia, circa 13.000 aerei a fronte dei solo 1000 convenzionali, vede un mercato non certo trascurabile anche se comunque di nicchia rispetto ai videogiocatori.

Qui sotto vi mostriamo delle videate della stessa pista o aeroporto minore , con FS2020 e con X-plane potenziato con il pacchetto di espansione “VFR estremo” .

Possiamo vedere che, sebbene lo scenario di FS2020 sia molto bello, le piste che non siano specificatamente trattate sono ad un bassissimo livello di dettaglio e come il software autogeneri le strutture vicine alle piste, così indispensabili per il riconoscimento a vista, in modo approssimativo se non del tutto erroneo.

Se osserviamo X-plane 11.50 con l’aggiunta del pacchetto “VFR estremo” notiamo invece che anche i campi di volo minori hanno un livello di dettaglio e un realismo molto più alto, ma soprattutto sono pensati dal punto di vista del pilota che vola a vista e lo rendono assai più idoneo al riconoscimento durante una simulazione pensata per il reale addestramento dei piloti.

Campo volo di Senigallia con FS2020
Campo volo di Senigallia con X-plane 11.50 + pacchetto “VFR estremo”

Un altro punto molto importante è anche la resa piu o meno realistica del modello di volo.

FS2020 adootta un sistema basato sulla registrazione di parametri di volo (velocità ad un dato assetto e regime di motore e altri parametri) su uno specifico modello di aereo reale e poi le riporta in forma di codice nei file di configurazione di quello specifico aereo.

X-Plane al contrario è basato sulla cosiddetta “Blade Element Theory”, che interpreta la forma geometrica di qualsiasi velivolo e simula il modo in cui questo potrebbe comportarsi durante il volo. Alla base di questa teoria c’è un processo in cui ogni aereo viene suddiviso in sottoparti e per ognuna di queste viene calcolato il comportamento. Tutte queste forze applicate sulle superfici aerodinamiche del velivolo, vengono poi convertite in accelerazioni e integrate in velocità e posizione.

I vantaggi di questo modello risiedono nell’accuratezza e nella flessibilità, in quanto è applicabile a qualsiasi tipo di velivolo, dagli aeroplani agli elicotteri passando per alianti e dirigibili. A differenza di altri simulatori di volo che simulano le forze da applicare solamente su una una parte specifica dell’aereo (molto spesso il muso), il Blade Element simula ogni parte dell’aeromobile in oggetto che abbia o meno funzione di generare portanza.

A dire il vero FS2020 da la possibilità di settare diversi livelli di realismo del modello di volo, in quelli più elevati vengono introdotti, sia pure parzialmente, alcune dinamiche usate da X-Plane. Il risultato è sicuramente migliorativo, ma ancora insufficiente rispetto a quello generato da X-Plane che però logicamente assorbe una maggiore potenza di calcolo e richiede quindi microprocessori più prestanti, almeno nella funzione del loro miglior single core. Mentre invece FS2020 risulta sfruttare in maniera più distribuita le funzione multicore dei moderni processori. Questo però va a vantaggio di altre componenti del simulatore per cui X-plane mantiene una netta supremazia sulla fedeltà del modello di volo.

L’autore in volo con il suo MB2 Colibri

Posso sostenere questa tesi, grazie ad una serie di test comparativi che ho avuto modo di effettuare tra un aereo vero autocostruito (un MB2 Colibri di mia proprietà) e la sua esatta copia virtuale da me costruita grazie alla funzione Planemaker di X-plane.

Ebbene da una estesa campagna di prove con la registrazione in volo di valori di velocità-assetto-angolo di incidenza-potenza ho ricavato una nutrita tabella che poi sono andato a verificare con la copia dello stesso aereo costruita dentro X-plane. Il risultato è stato il 100% di corrispondenza nel normale inviluppo di volo e un 85% circa negli assetti inusuali.

CONCLUSIONI:

Dopo averle valutate nel loro insieme dal punto di vista di un vero istruttore di volo VDS, possiamo dire che FS2020 arriva ad eguagliare e forse in alcuni aspetti anche a superare il suo concorrente nella grafica e nella vastità del territorio, ma rimane ancora molto indietro per quanto riguarda il realismo del modello di volo, anche quando regolato al massimo livello possibile.

X-Plane se utilizzato al massimo delle sue potenzialità è piu idoneo per l’uso di aeroclub o dei campi di volo, tuttavia anch’esso senza l’insieme di pacchetti aggiuntivi sviluppati da una vasta comunity che vi gira intorno e che dà il meglio nel Progetto “VFR estremo”, non riesce a soddisfare a pieno le necessità della fascia più alta e professionale di utenza.

La combinazione di X-Plane 11.50 più l’espansione “VFR estremo” riesce a soddisfare le necessità dei veri piloti da diporto e sportivi, superando per questo segmento, la validità del pur notevole simulatore Microsoft.

Ermanno Cavallini

Istruttore di volo VDS attestato italiano n.000023

Pacchetti prepagati

Pacchetti prepagati

Con questi pacchetti a sconto/quantità crescente, è possibile, esclusivamente per i soci, accedere ai servizi dell’associazione Il gabbiano .

europunti godibili
2525
5055
100115
150170
200240
Pacchetti prepagati ass. Il gabbiano

I servizi che l’associazione presta ai soci , si intendono solo a rimborso spese del tempo impiegato per la verifica qualitativa e la catalogazione, non della vendita (ad alcun titolo) del materiale fornito. Il Materiale fornito potra essere usato solo per un uso privato e solo nella misura in cui sia attiva e valida l’iscrizione all’associazione “il gabbiano” per l’anno in corso.

Punti necessari per ogni risorsa usufruita:

puntitipologia
5Aeroporto in archivio Freeware
10Aeroporto sviluppato dall’ass il gabbiano
5Aereo in archivio Freeware
25tiles VFR estremo sviluppate dall’ass. Il gabbiano
10Aerei sviluppati dall’ass. Il gabbiano
Punti necessari per utilizzare in proprio

Torna alla pagina dei servizi forniti ai soci dell’associazione :

Home page dell’associazione “il Gabbiano”

Marina di Campo – Pianosa, con idrovolante anfibio

Dopo essere arrivati da Pisa all’Elba con il nostro P92, prendiamo il nostro idrovolante anfibio derivato dallo Zenair 701, che l’associazione il Gabbiano ha realmente gestito per molti anni. Lo facciamo per goderci lo splendore dell’arcipelago toscano , con un giro che parte Da Marina di Campo, per giungere a Pianosa dove ammaremo . Per il resto del giro seguite le didascalie delle foto qua sotto.

In partenza dal piazzale aeroportuale di Marina di Campo
Decollati , retraiamo carrello e flap
Sorvolando la spiaggia di Marina di Campo
Da notare lo stupefacente livello di dettaglio ottenuto con il nostro progetto “VFR estremo”
Lasciando la spiaggia di Marina di Campo
Lasciando l’Elba, con prua verso l’isola di Pianosa
In mare aperto, il volo in effetto suolo (1-2 metri) ci permette di risparmiare caburante a parità di velocità di crociera.
Arrivando all’isola di Pianosa
Sorvolando il Forte Teglia e il paese per pianificare l’ammaraggio.
Stabilito il vento e le onde, in finale per Forte Teglia

Ammaraggio mantenendo la barra a cabrare, per una migliore frenata idrodinamica…
Estratto il carrello in acqua, saliamo dalla messa a mare delle barche.
Di nuovo in volo, sorvoliamo l’intero perimetro di Pianosa
Compiuto il giro turistico di Pianosa , ci dirigiamo verso l’isola d’Elba.
Eccoci giunti all’Elba nei pressi di Pomonte e punta della testa, nella parte piu occidentale dell’isola.

Proseguiamo lungocosta, Chiessi e punta del timone.
Sorvoliamo Colle d’Orano
Il faro di Punta Polveraia
La spiaggia di S.Andrea
Dopo aver scollinato, iniziamo la discesa verso Marciana Marina
Continuiamo la discesa per un sorvolo del porto di Marciana Marina, che servirà a stabilire la direzione del vento e delle onde per l’ammaraggio.
Con vento e onde quasi nulle, ammariamo fuori dal porto e proseguiamo in flottaggio.
In flottaggio verso lo scivolo per la messa in mare delle barche.
Estratto il carrello saliamo all’asciutto, ci regaliamo una pausa con un gelato preso nella vicina gelateria artigianale.
Di nuovo in acqua, flottiamo fuori dal porto per poi accellerare per il decollo.
Appena decollati sorvoliamo Piazza della Vittoria, vicino al molo dove si prende anche la barca con il fondo trasparente, per i giri turistici.
Lasciata Marciana Marina, saliamo per scollinare verso l’aeroporto: in lontananza la spiaggia di Procchio.
Dopo la salita, subito ripida discesa per il finale della pista di Marina di Campo
Corto finale con flap e carrello estesi.
Il bel giro è finito, ritorniamo al parcheggio assegnatoci.

Per chi volesse aderire all’associazione Il Gabbiano e al suo progetto “VFR estremo” chiamare Ermanno Cavallini cell.3392006705

Per chi volesse seguirci su facebook : Progetto “VFR estremo”

Sono graditi i vostri suggerimenti e commenti che ci aiutino a migliorare ancora il realismo di questa branca della simulazione dedicata al mondo VDS e dell’aviazione generale.

Volo da Pisa a ll’elba in “VFR estremo”

Lasciando Pisa diretti all’isola d’elba
Sorvolando l’autostrada che va verso Livorno , in lontananza la base americana di camp darby
Camp darby
la raffneria di Livorno
Livorno
Livorno sud
Calafuria
Castiglioncello
Rosignano solvay
Spiagge bianche
Cecina Mare
Aviosuperficie di Cecina ( notare la pista visibile grazie all’ altissima qualità delle tiles VFR estremo)
Marina di Bibbona
San Vincenzo
Aviosuperficie di S.Vincenzo-Venturina
Golfo di Baratti
Porticciolo di baratti
Piombino nord
Porticciolo di Piombino
Piombino Sud
Prossimi a Cavo
Portoferraio
Lunga base a Marina di Campo
Finale
corto finale.
Piazale Marina di Campo

Per informazioni sullo scenario “VFR estremo” contattare Ermanno Cavallini cell.3392006705