Facciamo chiarezza nel mondo dei simulatori di volo.

Esiste un vasto mondo di appassionati alla simulazione di volo, ma tra questi si trovano persone con obbiettivi ed esigenze molto differenti (e in alcuni casi anche divergenti) tra loro.

Esiste la fascia dei piloti e tecnici professionisti che usa costosissimi simulatori certificati per abbattere i costi ed elevare gli standard dell’addestramento e della sicurezza di volo. i costi in questi casi si avvicinano a quelli del noleggio di un piccolo aereo da turismo, compresi tra i 100 e i 300 euro ogni ora di volo.

Esiste poi una fascia intermedia di allievi delle scuole di volo e di piloti da turismo e soprattutto VDS (Volo da diporto e sportivo) che usufruisce di soluzioni sempre adatte alla specificità del compito ma meno costose perché fruibili, oltre che in presenza, anche con teleconnessione a distanza da casa propria utilizzando normali personal computer anche di modesta potenza ( la vera potenza di calcolo e tutta la professionalità dei software di simulazione sta nei server a cui si collegano). Un esempio italiano di questo specificamente ottimizzato per il mondo dell’aviazione leggera è il progetto “VFR ESTREMO” dell’associazione Il Gabbiano di Fano.

C’è poi una terza fascia, assai più ampia, di persone che amano il mondo del volo, ma non hanno alcun interesse ad addestrarsi al volo reale ed esprimono invece la loro passione con videogiochi di simulazione che gli permettono di ottenere quelle che per loro sono grandi soddisfazioni, senza un approccio troppo impegnativo, o almeno non aderente alle esigenze addestrative di un vero pilota. Questo è il caso di software come Flight simulator 2020 di Microsoft, un software davvero molto ben fatto e potente ma che (giustamente) è ottimizzato più per dare soddisfazione a chi vede il mondo del volo da fuori che per chi lo pratica realmente.

Il motivo di quanto ho appena detto può non essere così facilmente comprensibile ad un approccio superficiale. Tutto dipende dal livello e soprattutto dallo scopo per cui si desidera simulare.

Se ci si accontenta di giocare, un buon pc da gaming con flight simulator 2020, costa intorno ai tremila euro. Ma è solo un gioco, perche Microsoft ha strutturato (giustamente dal suo punto di vista ) il suo software per lusingare e divertire un numero di utenti il più ampio possibile, e non certo per addestrarli al volo reale.

Prova ne è il fatto che, a differenza di altre soluzioni come ad esempio X-Plane, la casa madre non ha mai richiesto una certificazione per la simulazione professionale presso la FAA o altre autorità aeronautiche ufficiali.

In questo caso, lo scopo non è addestrare gli utenti ma divertirli. Per questo Microsoft ha facilitato la grafica, implementando fiumi e segni di riconscimento del paesaggio per facilitare il volo all’utente; lo scopo è divertirlo, non addestrarlo.

Oltre ad una sorta di “realtà aumentata” che facilita il riconoscimento dei luoghi in maniera non realistica, anche il modello di volo dei vari aerei disponibili è spesso approssimativo e comunque non idoneo a chi pensa , magari un giorno, di mettersi ai comandi di un aereo reale.

D’altronde, se si desidera qualcosa di più professionale come il progetto “VFR estremo” e lo si vuole allestire a casa propria non bastano 20.000-30.000 euro, oltre a dover dedicare un impegno costante ai numerosi aggiornamenti e tarature continuamente necessari.

La soluzione migliore è associarsi al progetto VFR estremo così da poterne fruire in teleconnessione a distanza. Questo avviene secondo le stesse logiche degli aerei dei club reali.

Si paga una tessera annuale di iscrizione al club solo rappresentativa e che garantisce la piena legalità (25 euro per il 2022). Tessera che dà diritto ad accedere alle risorse del club , come qualunque aeroclub o avioclub esistente in Italia che gestisce aeromobili o ultraleggeri.

Una volta soci, si ha diritto a tre diversi servizi:

– la fruizione di una postazione reale in scala 1:1 presso il laboratorio di Fano

– l’utilizzo in comodato d’uso di scenari aerei e software sviluppati per l’associazione il Gabbiano

– la connessione a distanza ai server dell’associazione, con o senza istruttore di volo qualificato AECI a disposizione.

Per finire, ecco il link alla pagina dove ci sono i costi delle varie soluzioni che noi caldamente consigliamo .

Ermanno Cavallini Istruttore di volo VDS, con abilitazione multiassi, motoaliante e anfibio, tessera n.00023 AECI

per info cell.3392006705

Quello che è, oggi, il dovere di ogni soldato e di ogni buon cittadino.

Non passa giorno che non si senta parlare di guerra, attualmente combattuta (Ucraina ), o in potenziale divenire (Taiwan). In questi conflitti si tendono ad usare armi sempre più sofisticate e distruttive, fino a ipotizzare perfino l’impiego di armi nucleari tattiche o di altre armi di distruzione di massa. Tutti questi conflitti, sembrano alimentati, sia tra i comuni cittadini che tra i militari, da un superato e malcompreso sentimento di patriottismo.

Oltre che appassionato di storia, sono stato anche io un militare in passato. Conosco quindi bene, le dinamiche e i modi di pensare propri non solo del mondo militare. Modo di pensare che, se pure con varie sfumature, è comune a più o meno tutti gli eserciti contemporanei di ogni grandezza e livello qualitativo. La principale motivazione di ogni soldato che si ritenga onesto, è  un senso del dovere e di legittimazione che si richiama alla fedeltà  alla propria patria e al senso di appartenenza a qualcosa più grande di sé. Cosa in sé nobile. Ma oggi il mondo è  molto cambiato e con esso il concetto stesso di patria. Se ieri la patria, in nome di cui eventualmente sacrificarsi, era la propria nazione, oggi è il mondo. La fedeltà di ogni buon cittadino deve essere verso il mondo e solo in via subordinata verso la nazione, la regione o il comune di appartenenza.

IL PERCHE’

Partendo dal Novecento e avvicinandoci ai nostri anni, non possiamo non notare che il benessere di ogni persona dipende in misura sempre minore da dinamiche locali, e sempre maggiore da dinamiche che si allargano all’intero pianeta. Ieri bastava essere cittadini del comune o della nazione del nostro cuore, per stare bene. Oggi senza le risorse (o i beni e i servizi) importate da altri paesi, non possiamo pensare di avere una buona qualità della vita.

I mutamenti climatici non sono contrastabili a livello di singola nazione, ne altri tipi di calamità naturali come l’impatto di un asteroide.

Anche limitandoci alla sola economia, consumiamo gas e petrolio russo, così come altri beni cinesi, o servizi che provengono dagli Usa o da altri Paesi. Ormai , ci piaccia o no, ogni nazione è  fittamente interconnessa e interdipendente da tutte le altre, sia pur in diversa misura. Se abbiamo un dovere di fedeltà verso la patria, questa ormai è  diventata l’intero pianeta, e solo in via subordinata la nazione dove viviamo. Dunque, visto che oggi la patria è  il mondo, al mondo dobbiamo la nostra fedeltà.

Più questo semplice concetto sarà diffuso, meno saranno i crimini verso l’umanità compiuti in ogni guerra, fino a minare alle fondamenta una buona parte delle dinamiche che portano ad ogni conflitto armato. Questo è un concetto che riporta non solo all’influenza delle pubbliche opinioni sulle decisioni dei governi, ma realizza sia pure in via embrionale un processo di intelligenza collettiva, che oggi è necessario quanto mai incentivare, per poter sperare in un futuro migliore.

Se riconoscete del valore in questi concetti, vi prego di diffonderli a vostra volta, facendoli conoscere nel miglior modo a più persone possibili. Un cambiamento nel modo di pensare di un singolo uomo, se trasmesso, può portare al cambiamento nel modo di pensare di una grande massa di persone, e alla fine al miglioramento di una intera nazione.

Ermanno Cavallini

Scarica Gratis il nostro libro. – Ass. “Nuovo orientamento culturale” (nuovorientamentoculturale.it)

Il nuovo progetto “VFR ESTREMO” un simulatore di volo professionale per il VDS /VFR

Il progetto “VFR ESTREMO” è nato per realizzare col miglior rapporto costo/efficacia, un simulatore di nuova generazione, che inspirandosi al meglio dei vari simulatori di volo esistenti per desktop, ne realizzi di fatto,  uno nuovo e inedito. X-plane è certamente un ingrediente importante di questo nuovo simulatore, ma sta a questo, come un suo  ingrediente, sta alla torta finale. Grazie all’accuratezza del modello di volo di X-plane, e alle corpose aggiunte ( scenari fotorealistici e campi volo dettagliati realizzati da reali piloti che vi hanno atterrato) , si raggiunge un prodotto finale che, almeno per quanto riguarda l’addestramento dei piloti VDS/VFR, è indubbiamente superiore ad ogni altro simulatore da desktop esistente sul mercato. Questo non comporta per il semplice utente, tutta la complessita di gestione e la necessita di hardware molto potente  e dedicato,  necessaria a questa soluzione;  perche tutto è a carico dell’associazione IL GABBIANO. In modo simile a quanto un aereo e a disposizione per i soci di un qualunque aeroclub. Anche il modo in cui viene proposto il VFR ESTREMO (non in vendita, ma in usufrutto ai membri di una associazione no profit che di fatto è modellata su un aeroclub) , contribuisce a ricreare anche le normali dinamiche sociali di club e di aiuto reciproco, che si instaurano in un club di volo reale. Anche in questo aumenta la corrispondenza alla vita reale. Per la modica tessera associativa di 25 euro/anno, è possibile usufruire principalmente di tre servizzi: 1 – volo in connessione telematica a distanza 2 – Creazione su un proprio PC di un duplicato di parte o dell’intero progetto. ( campi di volo specifici ; scenari fotorealistici ad altissima definizione ) 3 – Usufrutto del simulatore di volo in scala 1:1 con proiettore in 4k e periferiche dedicate presso il laboratorio sociale di Fano (PU) – Italy Un ulteriore scopo dell’associazione è di riaprire ( lo abbiamo già avuto in passato a Senigallia ), un campo volo reale con aerei reali per completare poi l’esperienza addestrativa fatta con il simulatore con il corrispondente aereo leggero reale. Questo ultimo obbiettivo sarà però raggiungibile solo se la campagna tesseramenti ci permetterà di raggiungere la necessaria massa critica di associati. E’ per questo che chiedo a chi ci legge, di passare il link di questa nostra realtà, a chiunque pensa, possa essere interessato. Grazie in anticipo a chi vorra aiutarci in questa nuova sfida dedicata alla passione del volo. Ermanno Cavallini cell.3392006705 e-mail: ermanno2007@yahoo.it ENGLISH: The “VFR EXTREME” project was born to create with the best cost / effectiveness ratio, a new generation simulator, which inspiring itself to the best of the various existing desktop flight simulators, you make your own done, a new and unpublished one. X-plane is certainly an important ingredient of this new simulator, but it’s up to this, as one of its ingredients, is the final cake. Thanks to the accuracy of the X-plane flight model, and to the full-bodied additions (photorealistic scenarios and detailed flying fields made by real pilots who landed there), we reach a final product that, at least as far as VDS / VFR pilot training is concerned, it is undoubtedly superior to any other desktop simulator on the market.
This does not involve for the simple user all the management complexity and the need for very powerful and dedicated hardware, necessary for this solution; because everything is borne by the IL GABBIANO association. In a similar way to how an airplane is available for the members of any aeroclub. Even the way EXTREME VFR is proposed (not for sale, but in usufruct to the members of a non-profit association which is in fact modeled on an aeroclub), also contributes to recreating the normal social dynamics of clubs and mutual aid, which are establish in a royal flying club. In this, too, the correspondence to real life increases.
For the modest membership card of 25 euros / year, it is possible to use mainly of three services: 1 – remote telematic connection flight 2 – Creation on your own PC of a duplicate of part or of the whole project. (specific flying fields; very high definition photorealistic scenarios) 3 – Use of the 1: 1 scale flight simulator with 4k projector e dedicated peripherals at the social laboratory of Fano (PU) – Italy a further purpose of the association is to reopen (we have already had it in passed in Senigallia), a real airfield with real planes to complete then the training experience made with the simulator with the corresponding aircraft light real.
However, this last goal will only be achievable if the campaign Memberships will allow us to achieve the necessary critical mass of Associates. This is why I ask those who read us to pass the link of this ours reality, anyone who thinks, may be interested.
Thanks in advance to those who want to help us in this new challenge dedicated to the passion of flying. Ermanno Cavallini cell. 3392006705 e-mail: ermanno2007@wp_2945297 Come associarsi all’associazione – How to join the association: Gli scenari del progetto “VFR estremo” – The scenarios of the “VFR extreme” Aeroporti, aviosuperfici, campi volo, idroscali e approdi – Airports, airfields, airfields, water stations and landings Torna alla Home page dell’associazione “il Gabbiano” – Go back to the home page of the association “Il Gabbiano ”

Per scongiurare che la guerra in Ucraina degeneri in una ecatombe nucleare.

Il rischio che la guerra in Ucraina degeneri progressivamente in una terza guerra mondiale e quindi in una ecatombe nucleare mondiale, purtroppo esiste, anche se al momento, per fortuna, non sembra probabile.

Tuttavia, il rischio che stiamo correndo come intero genere umano è talmente grande che merita un’approfondimento da parte di ogni singolo comune cittadino e non solo da parte delle istituzioni comunque preposte.

Purtroppo Putin ha messo in stato di allerta le forze strategiche nucleari e per reazione anche gli USA, hanno innalzato il loro livello di allerta delle armi strategiche nucleari, da Defon 5 a Defon 4 .

Notizie ufficiose riportano che anche Francia e Gran Bretagna abbiano innalzato il loro livello di prontezza del rispettivo armamento nucleare.

Se teniamo presente che la Federazione Russa ha ad oggi circa 6000 bombe nucleari di varia grandezza (di cui 1.588 attualmente pronte al lancio) e gli USA ne hanno invece circa 5500 (di cui 1.550 pronte al lancio), possiamo capire come un confronto diretto non solo lascerebbe distrutti entrambi i contendenti, ma cancellerebbe l’intero genere umano dalla faccia della terra.

Se poi consideriamo che nel confronto potrebbero anche essere coinvolte, in breve, le 290 testate nucleari Francesi, le 215 inglesi e forse le 350 Cinesi, capiamo come, al di là delle immediate distruzioni, la mole di pulviscolo alzato nell’atmosfera genererebbe certamente il fenomeno (ampiamente previsto dagli scienziati di tutto il mondo) dell’INVERNO NUCLEARE .

L’asteroide che nel cretaceo estinse i dinosauri con il 75% di tutte le specie allora viventi, al confronto sembrerebbe cosa da nulla.

Il rischio, paradossalmente, è talmente grande da sfuggire come consapevolezza dalla percezione di molti comuni cittadini, abituati a ragionare solo per dinamiche “nelle loro immediate vicinanze”.

Ma veniamo a cosa possiamo fare per scongiurare questo enorme e inaccettabile rischio.

Oltre che ragionare a breve, dobbiamo anche, contemporaneamente, elaborare una prospettiva strategica più risolutiva e a lungo termine.

Ormai la nostra economia e il nostro benessere non dipende più solo dalla città e dalla nazione dove viviamo, ma anche da una fitta interazione sempre più stretta con ogni angolo del pianeta. Pianeta che grazie o a causa della globalizzazione e del progresso è divenuto in qualche modo sempre piu piccolo e interdipendente.

La soluzione, prima psicologica e poi politica, è dunque non sentirsi tanto patrioti verso la propria città o nazione ma verso l’intero mondo che sta diventando giocoforza la nuova vera nazione di tutti noi.

L’ideale a lungo termine sarebbe uno scenario dove le nazioni unite divengono un vero e proprio governo mondiale, sottraendo alle nazioni la possibilità di farsi guerra, né più né meno come oggi l’Italia ingloba in sé città e regioni un tempo acerrime nemiche e attrici di guerre sanguinose, che nel medioevo e nel rinascimento hanno insanguinato la nostra nazione. Oggi nessuno più si sognerebbe di iniziare una guerra perché si sente guelfo o ghibellino, pisano o fiorentino, cosi domani nessuno dovrà iniziare una guerra per la grandezza del proprio singolo stato, ma dovrà pensare prevalentemente alla grandezza dell’intero pianeta e della intera umanità.

Un primo concreto passo potrebbe essere costituire un movimento trasversale alle varie attuali fazioni politiche, che proponga almeno un controllo tecnico dell’integrità manutentiva e della sicurezza di ogni singolo armamento nucleare esistente sulla terra da parte di un apposito organismo, da crearsi in seno alle nazioni unite.

Questo organismo potrebbe, all’inizio almeno, censire e contollare la sicurezza di ogni singola bomba nucleare, passando poi nel tempo ad assumerne il controllo diretto .

E’ pero da chiarire molto bene che un ipotetico governo mondiale degli “Stati Uniti del Pianeta Terra” se da un lato eliminerebbe gli eserciti e le relative spese militari, garantendo anche un aumento di efficienza notevole dell’intero sistema economico mondiale, dall’altro creerebbe un problema enorme di controllo democratico del suo operato, per scongiurare un uso dittatoriale di questo potere. Per risolvere questo problema serve che cambi la mentalità o se preferite lo “schema mentale di riferimento” anche del comune cittadino, che dovrà sentire non più solo come suo diritto, ma come suo preciso dovere, esercitare un controllo continuo sui delegati che elegge ad ogni livello della pubblica amministrazione e soprattutto del governo.

Solo se e quando noi gente comune, dimostreremo questa crescita di consapevolezza e maturità, potremo anche solo sperare in questa soluzione, non vedo altre alternative.

Se moriremo in una ecatombe nucleare, alla fine non dipendera solo “dai capi” di turno, ma dalle decisioni di ciascuno di noi e dalla capacità che avremo o meno, di trasmetterci reciprocamente nuovi e più progrediti modi di pensare.

In realtà il futuro dipende da noi, da ciascuno di noi. Non solo come singoli individui , ma piuttosto da quanto saremo in grado o meno di sensibilizzare anche altri comuni cittadini a queste nuove e più mature consapevolezze.

Ermanno Cavallini

Aggiungo il link ad un piccolo libro che propone un’economia per un mondo migliore.

Ripristinare la ferrovia abbandonata Fano-Urbino, cosa conviene alla collettività ?

Per chi abita nella valle del fiume Metauro e per gli abitanti della provincia di Pesaro-Urbino, è importante sviluppare una consapevolezza condivisa sulla utilità o meno di ripristinare la vecchia Ferrovia Fano-Urbino.

Pesonalmente, da cittadino di Fano e prima di approfondire, ero un sostenitore del ripristino del treno. Tuttavia alla luce di quanto ho appreso, mi sono convinto che anche fosse ripristinato in grande stile quel treno, da solo, non romperebbe certo il relativo isolamento dell’entroterra.

A parte i costi enormi di un pieno ripristino del treno in quella sede -binari completamente da sostituire, strisce di rispetto per nuova normativa da espropriare ai lati della ferrovia, 53 cavalcavia o sottopassi da costruire al posto dei vecchi passaggi a livello, interruzione dei binari operata dalle autostrade vicino al casello di Fano-, oltre a questo, il modello di mobilità oggi è molto diverso da quello del primo dopoguerra, quando il treno dava il meglio di sé. I posti di lavoro e le zone industriali sono oggi, perlopiù, lontani da quel tracciato dei binari; non avrebbero quindi alcun vantaggio nel loro utilizzo. Non ci scordiamo che nel 1987 la ferrovia non è stata chiusa per problemi tecnici, ma per mancanza di passeggeri! Quindi, ai fini del normale trasporto passeggeri e merci possiamo dire che il vantaggio del ripristino di quella ferrovia sarebbe praticamente nullo, a fronte di costi esorbitanti. Ed anche l’uso con semplici treni turistici purtroppo non comporterebbe di sostenere costi di investimento e di gestione così onerosi.

La soluzione ideale per rompere l’effettivo isolamento dell’entroterra, è costituito in realtà da un mix di cose diverse.

Prima di tutto migliorare le strade, poi costruire una nuova e moderna linea ferroviaria elettrificata e a doppio binario, accanto alla superstrada Fano-Grosseto (che verrebbe cosi per captazione finalmente ultimata). La nuova linea ferroviaria, per avere un senso, dovrebbe proseguire fino ad Arezzo, realizzando cosi una infrastruttura importante e funzionale ad un contesto molto più ampio.

Per l’utilizzo, invece, dei vecchi binari della Fano-Urbino la mia proposta alle istituzioni è un vero e proprio “uovo di Colombo” a impatto e a costo praticamente zero: propongo che i Comuni chiedano in comodato d’uso gratuito alle Ferrovie dello Stato (ad oggi proprietari di tutto ciò che sta a 2 metri dai vecchi binari) il tratto che passa nel loro territorio e vi realizzino il nostro progetto civico-turistico: i binari e i 2 metri ai loro lati, verrebbero trasformati in un parco urbano con funzioni anche di museo a cielo aperto della storia delle città e dei territori attraversati. Ed il tutto ad un costo irrisorio per le pubbliche casse.

Analizziamo i vari aspetti:

Questione Ferrovie dello Stato.

Attualmente sono i proprietari del sedime, un sedime da cui non traggono alcun utile ma solo costi e importanti responsabilità.

La legge italiana prevede che per i terreni privati non dotati di recinzione a norma, non esistano sanzioni di alcun tipo per chi vi passa. La legge invece prevede enormi responsabilità per la messa in sicurezza, sicurezza che non è tanto a rischio sui binari spesso invasi da rovi, ma sui tratti stradali abusivi costituiti dagli ex passaggi a livello. Infatti ho scoperto che in occasione della asfaltatura di parecchi binari non è mai stato eseguito il passaggio di proprietà di quei terreni dalle Ferrovie ai Comuni o all’ANAS. Pertanto, se oggi si verificasse un incidente stradale in corrispondenza di quei quei passaggi stradali abusivi , ne dovrebbero rispondere sia civilmente che penalmente i dirigenti delle Ferrovie dello Stato.

Anche la semplice apposizione di cartelli di divieto non risolve alcunchè perché, di fatt,o non si impedisce il passaggio su strutture non a norma potenzialmente pericolose. Il rischio sui binari, sia in caso di passeggiate a piedi col cane, sia con biciclette è, rispetto a quello sui passaggi stradali, assolutamente trascurabile.

Le Ferrovie dello Stato, inoltre, in qualità di proprietari, avrebbero il dovere di tenere pulito dalle erbacce quel sedime, cosa che viene fatta troppo raramente (ci sono addirittura alberi cresciuti in mezzo ai binari) e comunque in modo incompleto.

Le Ferrovie avrebbero, quindi, logicamente tutto l’interesse, a cedere ad altri la responsabilità di quei terreni. Obbiettivo che si può raggiungere, cedendoli gratuitamente ai Comuni o al limite ad associazioni no profit di cittadini.

Concludendo in mancanza di un ripristino del treno, sarebbe interesse delle Ferrovie disfarsi degli oneri collegati a quel tratto di vecchi binari.

Utilità pubblica per i residenti e la cittadinanza.

La realizzazione di un parco pubblico in quel tratto, aggiungerebbe un ulteriore parco urbano che collega gran parte della città e garantisce che il terreno sia tenuto sempre pulito e fruibile dai cittadini. Mettendo semplicemente del ghiaino fine stabilizzato in mezzo agli attuali binari (circa 4 centimetri dalla sommità dei binari) diventerebbe agevole sia passeggiarvi a piedi, magari col cane, che andarci anche con qualunque bicicletta e ne conserverebbe la percorrenza con i carrelli ferroviari di mia invenzione o simili.

Naturalmente la filosofia della struttura non sarà quella di arrivare, ma di godersi il viaggio! Permettendo un turismo esperienziale di qualità, come già esiste in Francia e in molti paesi esteri più avanti di noi. In Francia nel 2004 è stata fondata un’associazione nazionale, denominata Vélorail de France (www. veloraildefrance.com), che promuove questo tipo di riutilizzo e, ad oggi, sono stati attrezzati oltre 400 km di vecchie ferrovie per la circolazione dei vélorail (90 percorsi), sperimentati da più di 4 milioni di clienti. In italia purtroppo, non ci siamo ancora attivati in questo senso e credo che la migliore proposta è proprio quella che propongo anche con questo articolo.

Museo a cielo aperto

Per attirare turisti di qualità proponiamo anche di coinvolgere musei e associazioni di rievocazioni storiche, per realizzare, partendo dal mare verso l’entroterra, una serie di cartelli che illustrino la storia dei territori attraversati, dalle origini fino ad oggi. In particolari stazioni, si potrebbe prevedere sia punti di ristoro che rievocazioni storiche vere e proprie, realizzando una attrazione turistica in grado di attirare turisti perfino dall’estero.

Le biciclette ferroviarie da 4 o più persone procederebbero a date prefissate in colonna con un cicerone in testa dotato di microfono radio in grado di illustrare l’escursione e la storia del territorio.

CONCLUSIONI

Con una spesa davvero trascurabile, è possibile trasformare i vecchi binari da luogo di degrado a parco urbano e importante attrazione turistica. Se ci riusciremo o meno non dipende però tanto dai politici e nemmeno da chi è interessato a grandi opere in grado di attirare grandi finanziamenti con conseguenti “briciole” per qualcuno, ma dall’appoggio del cittadino medio, senza la cui partecipazione non è possibile, nemmeno in altri settori , costruire un mondo realmente migliore.

Per ulteriori informaziono o proposte, contattare Ermanno cavallini al cell.3392006705

Per chi vuole approfondire o è semplicenmente interessato, ecco il link all’apposito gruppo di discussione facebook: Bici ferroviarie per utilizare le ferrovie abbandonate.

Per progredire a volte è necessario abbandonare errate convinzioni.

Riflessione 1 “i limiti oggettivi delle regole”

Ogni legge o regola non puo’ mai essere giusta al 100% in ogni condizione realmente verificabile. E questo per il motivo che la realtà è un sistema complesso e nessuna regola, anche quando ben fatta (e non sempre lo sono) , può mai vedere una applicazione giusta in ogni caso possibile e immaginabile.

E’ esattamente per questo motivo, che per fortuna, abbiamo ancora una magistratura con uomini e donne a cui è demandata la responsabilità di applicare leggi e regolamenti. Altrimenti basterebbe un banale sistema informatico esperto che applichi alla lettera le leggi  con gran beneficio delle pubbliche casse.

Chiunque ha qualche rudimento di diritto sa che l’articolo 1 di ogni legge emessa, indica lo scopo ultimo che quella norma intende cogliere e a cui chiunque la applichi (magistrato, pubblico funzionario o comune cittadino) , deve attenersi nella sua applicazione.

In sostanza esistono casi in cui applicare alla lettera una norma, tradisce lo scopo stesso della norma. La discrezionalità di applicazione umana serve proprio a mitigare questo errore fondamentale di attribuzione che qualunque legge e regolamento in realtà ha.

Insomma ci deve sempre essere un essere umano che si prende la responsabilità di applicare una legge e mai questa può essere sempre e in ogni caso essere applicata alla lettera.

Prendiamo ad esempio qualcosa con cui tutti prima o poi, abbiamo a che fare ; il limite di velocità del codice della strada. Nella realtà esitono strade urbane a 4 o più corsie con caratteristiche tecniche simili a superstrade. Eppure anche su queste vengono talvolta imposti limiti di velocita molto bassi, ampiamente inferiori alle loro caratteristiche costruttive. Probabilmente perche vista l’alta affluenza nelle ore di punta si è probabilmente inteso abbassarlo. Resta però altrettanto vero che le stesse in altre condizioni  (di sera con traffico quasi nullo e con visibilità e aderenza del terreno ottimali)  sono in grado di sostenere in sicurezza equivalente, velocità molto superiori.

E’ un fatto scientifico che qualunque limite di velocità stradale per i suoi aspetti oggettivi se non legali, può essere sempre essere definito solo per valori medi, in quanto al variare di numerosi parametri può risultare insufficiente o al suo contrario eccessivo. In linea teorica dovremmo avere un limite di velocità che cambia continuamente e si adatta alle condizioni di aderenza, visibilità e di traffico di ogni strada in ogni momento, cosa che è in effettivamente sperimentazione in alcune autostrade americane, giapponesi  e svizzere che hanno cartelli con limiti a velocità variabile.

(vedi articolo di esempio https://www.cdt.ch/ticino/mendrisiotto/in-autostrada-i-limiti-di-velocita-diventano-variabili-GX1088495?_sid=r1jcnsSn )

A mio modesto avviso, su quel tratto di strada in quelle condizioni, 110 km/h e quivalgono ai 70 km/h nelle ore di punta, con pioggia o bassa visibilità, quindi nessun rischio accessorio si genera per nessun soggetto presente in quel preciso momento.

Riflessione 2 “ l’ importanza che chi lavora non si senta solo un numero”

Come ben sapete, Per contribuire a un effettivo progresso, non basta una motivazione economica ma anche il desiderio di contribuire a cambiare in meglio il mondo futuro.

Da questo punto di vista vorrei far notare come è pericoloso da un punto di vista strategico per qualunque azienda governo o organizzazione, automatizzare eccessivamente i meccanismi interni. Certo una spinta all’automazione, permette di gestire un ampio numero di dipendenti con relativamente poche ore impiegate dai meccanismi di gestione, ma dall’altra rende meno partecipi e più distaccati i singoli dipendenti, fino a generare meccanismi non proprio entusiasmanti, che possiamo osservare in altre aziende.

D’altro canto una eccessiva attenzione ai casi singoli dei dipendenti genera un numero spropositato di ore impiegate da chi gestisce tutto abbassando quindi la competitività di funzionamento dell’azienda.

Forse il giusto sta nella via di mezzo, che però è scarsamente seguita, liquidando con un’analisi eccessivamente veloce, un caso che lungi dai soli aspetti economici coinvolge anche la motivazione a lavorare al meglio possibile i dipendenti con tutta una serie di possibili concatenazioni.

Per ultimo vi invito a riflettere ulteriormente su quanto esista e sia importante, un meccanismo di bilanciamento psicologico tra le disponibilità date a vicenda che trascendono le mere regole contrattuali.

 Riuscire a mantenere questo equilibrio è difficile quanto fondamentale per creare uno staff motivato ed efficace che generi a sua volta per qualità del servizio, una eccellenza che i clienti ci riconoscono.

Ermannno Cavallini

Alcuni perchè sulla passione del volo.

Prendo spunto dalla riflessione di Lorenzo, un amico che, sul suo canale youtube, propone una riflessione su tutti quelli che hanno la passione del volo.

Una riflessione, che dal mio particolare punto di vista (sono anche istruttore di volo VDS reale) assume aspetti che ancora si prestano a riflessioni ulteriori. Cosi come il pilota virtuale non vuol (giustamente) essere confuso con un gamer, ho assistito in oltre trent’anni di volo a piloti di linea che non vogliono essere confusi con piloti di aeroclub, e piloti di aeroclub che non vogliono essere confusi con piloti vds. Questi ultimi poi in alcuni casi non vogliono essere confusi con deltaplanisti. Storia a parte fa il mondo del volo libero senza motore, dove mediamente, prevale invece la dimensione intima (si vola guasi sempre da soli) e meno quella sociale.

La riflessione che mi viene è che Troppi usino la passione del volo, bellissima in se, come una sorta di meccanismo (forse inconscio) di verifica sociale. A volte sembra che La capacità raggiunta di condurre quel particolare tipo di velivolo conti solo se può essere in qualche modo esibita su una qualche forma di palcoscenico. E’ un pò come se il pilota di turno dicesse ” guardatemi, vedete come sono in gamba? ” e in effetti in gamba lo è veramente ma non è questo il punto.

Il punto è perche ha bisogno di conferme esterne? Per molti anni ho avuto un aereo autocostruito monoposto, un MB2 Colibrì. Quando andavo in giro per campi volo e aeroporti, a volte suscitavo un ammirazione velata quanto immeritata e che sinceramente , non capivo.

Poi dopo molti anni, sono arrivato a dover vendere il mio mezzo monoposto, ammirato da tutti ma inspiegabilmente non voluto da nessuno, e allora ho capito.

Al pilota medio italiano non piace volare da solo, perche fondamentalmente non lo vede nessuno……

Eppure sono convinto che questo sia solo il “lato oscuro” della passione del volo, quello che a volte crea inconprensibili litigi nel nostro ambiente aeronautico. Litigi tra club e persone che non si spiegano razionalmente , se non per “guerre di prestigio” che sottendono questa dinamica psicologica.

Per fortuna, esite anche e soprattutto l’altra faccia della medaglia, quella che ci spinge a metterci in gioco ogni giorno e a confrontarci con una natura molto più grande di noi , il cielo.

Forse è grazie anche a questo impegno se alla fine, riusciamo a divenire almeno un poco migliori di come eravamo prima.

Per ultimo, posso dirvi che ho conosciuto alcuni tra i piu grandi piloti, tecnici e meccanici in realtà molto alla mano e amichevoli con tutti.

Non so, forse è perche sapendo profondamente chi fossero, non avevano bisogno di mostrare nulla a nessuno, ne tantomeno di conferme esterne al giudizio di se stessi.

Non sarei onesto se non ammettessi che anche io, quando ero molto giovane, ho attraversato una simile fase. Per fortuna poi si evolve e si va oltre…… ma la ricerca non finisce mai , perche piu si impara è piu l’orizzonte della conoscenza si soposta più lontano……

Oggi uso anche i simulatori di volo per trasmettere quello che ho imparato anche in modo innovativo e credo creativo; ma confesso che vedo alcuni ex colleghi guardarmi con disappunto……..

Forse perche ai loro occhi, la cosa ha meno valore? ; eppure a volte volare col simulatore è perfino più difficile che volare con l’aero vero, e vi dico per esperienza, che non tutti i piloti reali sono capaci di portare un simulatore fatto bene.

Ma questo per loro non conta…….

Conta una stima di se, forse non troppo radicata in realtà, che ha bisogno di continue conferme. 🙂

Ermanno Cavallini

L”IRRESISTIBILE ASCESA DEI SIMULATORI DI VOLO

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progresso, a dir poco stupefacente, nel settore dei simulatori di volo. Siamo arrivati al punto che anche un comune pilota di ultraleggeri può avere a sua disposizione strumenti che, fino a pochi anni fa, solo le aviazioni militari o le grandi compagnie aeree potevano permettersi.

Intendiamoci bene, è vero che ancora oggi queste si avvalgono di specifici simulatori dedicati solo a uno specifico tipo di aereo e ottimizzati per garantire la massima standardizzazione del loro personale di volo professionista.

Accanto a questi mostri dal costo che può superare anche il milione di euro, oggi, grazie anche al notevole progresso nel settore dei personal computer, si stanno affiancando soluzioni che iniziano ad andare ben al di là del semplice videogioco, fino a permettere un vero e proprio allenamento per i piloti che fino ad oggi erano rimati esclusi da questa possibilità.

Con un costo che non supera per l’hardware i 3000 euro, è possibile allestire una postazione che simuli gran parte degli aerei leggeri e dello scenario circostante, ad un livello di realismo tale da permettere non solo il volo strumentale, ma addirittura un volo a vista, anche estremo, come quello fatto dai deltaplani a motore o i parapendio.

L’entrata in campo del colosso Microsoft, che con il suo FS2020 ha di fatto creato un nuovo standard, è eguagliato anche da altre soluzioni oggi disponibili come Prepar3D di Lockeed Martin (a ottobre 2020 è uscita la versione 5.1 ) o X-Plane11 della Laminar Research .

Molti li considerano videogiochi, ma in effetti la complessità dovuta all’effettivo realismo raggiunto, scoraggia il semplice videogiocatore che preferisce in media altri generi di videogiochi, più immediati e in cui non ci sia troppo da imparare.

E’ anche vero, tuttavia, che lo stesso strumento può essere usato in più modi, anche molto diversi tra loro. Possiamo dire, quindi, che se questi software sono videogiochi o simulatori veri e propri, moltissimo dipende dalla filosofia d’impiego di chi li usa.

Tuttavia questi software non sono tutti equivalenti, ma sono stati pensati per fasce di utenti diversi, anche se in parte sovrapposte.

Microsoft, ad esempio, con il suo nuovo Flight Simulator, riprende dopo 14 anni un titolo che aveva abbandonato. Questo usufruisce di tutta l’esperienza e il peso del gigante informatico, con effetti grafici davvero eccezionali e una mappatura di tutto il pianeta. Tuttavia, a differenza dei suoi concorrenti, non ha pensato ad una versione certificata dalle autorità aeronautiche ed ha scelto come tipo di utenza quello dei gamers, in effetti più remunerativo. E’ forse per questo che ha impiegato le sue immense risorse più per la grafica che per il realismo dei modelli di volo, che sono limitati ai soli aeroplani senza elicotteri e altri tipi di mezzi volanti. FS2020 è un software in continua evoluzione e negli ultimi aggiornamenti si sono viste notevoli migliorie; vedremo se in futuro Microsoft deciderà o meno di produrne anche una versione di tipo professionali. Fino a quel momento, rimane, in effetti, il miglior videogioco di simulazione di volo esistente.

L’aeroporto alpino di Courchevel in FS2020

Di orientamento diametralmente opposto la Lockheed Martin che ribadisce che ogni utilizzo fuori dal professionale/accademico del suo Prepar3D è escluso, non essendo un prodotto mirato al mercato dell’intrattenimento ricreativo. E’ pur vero però che, sebbene si tratti di un software certificato dalle autorità aeronautiche, la sua portabilità su un semplice personal computer ne favorisce l’uso da parte di una discreta schiera di appassionati che piloti in effetti non sono.

L’ae+
roporto alpino di Courchevel in prepar3D

In mezzo ai due, si pone la Laminar Research con il suo X-Plane arrivato alla versione 11.50. Questo esiste sia nella versione “casalinga” che in quella certificata FAA per l’uso professionale. La cosa interessante è che le due versioni mantengono il 95% dello stesso codice, avendo la versione professionale poche modifiche come la gestione del “move motion” per le cabine dei grandi aerei di linea ed, anzi, la sottrazione di diverse componenti più “videoludiche” che invece ha la versione base. Quindi l’utente casalingo usufruisce di tutta una serie di studi e implementazioni pensati per l’uso professionale.

La scelta, da parte della Laminar, di lasciare il loro software aperto a implementazioni esterne, ha creato negli anni una formidabile rete di software aggiuntivo, sia free che a pagamento, che di fatto lo hanno trasformato in qualcosa di davvero molto particolare e potente.

L’aeroporto alpino di Courchevel in X-Plane 11.50 base (senza alcuna aggiunta)

Ultimamente è apparso anche il progetto ” VFR estremo” che, partendo dal già buono X-Plane, lo espande al punto tale da diventare un simulatore di volo professionale anche per una fascia di piloti che finora erano rimasti fuori da questo giro, vale a dire i piloti che volano a vista con le regole VFR.

In particolare, il progetto “VFR estremo” aggiunge a x-plane degli scenari ultrarealistici e ultradettagliati anche fatti su misura, che arrivano a simulare non solo i campi volo, spesso sconosciuti, dove operano i deltaplani a motore o gli ULM tubi-tela, ma anche dettagli di ogni singolo albero o costruzione, in un raggio di diversi km nelle immediate adiacenze: le zone, appunto, sorvolate in atterraggio e decollo da questi mezzi leggeri.

L’aeroporto alpino di Courchevel nel progetto VFR estremo.

Tuttavia il progetto VFR estremo, si presta anche per le rievocazioni di velivoli e aeroporti storici, facendo rivivere la memoria di posti e aerei che oggi non esistono più.

Il Mondolfoo Airfiled esistito nel 1945 e di cui oggi non rimane traccia , ricostruito grazie al progetto VFR estremo.

Per ultimo Il progetto VFR estremo raccoglie anche una selezione di oltre 250 tra aerei elicotteri, autogiro, dirigibili e qualunque tipo di mezzo volante esistito che permettono non solo di sperimentare il pilotaggio di macchine molto diverse tra loro, ma anche di ripercorrere un pò tutta la storia dell’aviazione.

Il progetto “VFR estremo” però non è un prodotto commerciale ma un progetto portato avanti dall’associazione no profit “Il Gabbiano” di Fano. Tutti possono usufruirne, anche con connessione a distanza da casa propria, iscrivendosi all’associazione con la modica spesa di 25 euro.

Per info Cell.3392006705 e-mail ermanno2007@yahoo.it

Ermanno Cavallini

Anche da semplici turisti con il VFR estremo

Non solo piloti ma anche semplici curiosi e turisti a provare il simulatore VFR estremo a Fano . Questo video di una turista venuta con marito e figli, è relativo ai mesi immediatamente precedenti al blocco da corona virus, oggi il livello di dettaglio e realismo è ancora, e di molto, aumentato. per prenotazioni e info cell.3392006705

I SIMULATORI DI VOLO, LO STATO DELL’ ARTE AL 2020

Il mese di agosto del 2020 ha visto, dopo ben 14 anni di assenza, il ritorno del colosso Microsoft nel settore dei simulatori di volo. In molti pensano che al di là del ritorno economico (pur non trascurabile), il colosso statunitense abbia voluto dare una “prova di forza” per dimostrare di cosa sia capace, nella logica di una competizione commerciale anche con aziende asiatiche.

Grazie ai notevoli investimenti, il nuovo prodotto microsoft è in grado di offrire un livello di dettaglio del territorio davvero notevole. Pressoché tutti quelli che lo hanno provato, sono riusciti, a prescindere dalla parte del globo in cui vivano, a riconoscene tra gli scenari sorvolabili perfino la propria abitazione.

Al punto che in molti hanno dichiarato che dopo Flight simulator 2020, ogni altro simulatore di volo sia diventato obsoleto. Ma a guardar bene e dopo diversi test comparativi, forse le cose non stanno esattamente così.

Ad oggi il mondo della simulazione di volo avanzata è diviso tra applicazioni dedicate di tipo professionale (i simulatori delle compagnie aeree o delle forze aeree governative) e di tipo ludico/avanzato come FS2020, X-Plane, o Prepar 3d.

Grazie al progresso dell’Hardware e delle tecniche di programmazione in realtà virtuale, molti simulatori acquistabili dai comuni mortali, offrono oggi la possibilità di essere regolati sia per fungere da semplici giochi, che da veri e propri simulatori utilizzabili in parte anche nel mondo dell’aviazione da diporto o sportiva.

Tuttavia perché questi acquistino una dimensione realmente utile per l’addestramento e l’allenamento dei piloti, necessitano sia di un hardware adeguatamente potente, che di periferiche adeguate che siano in grado di riprodurre tutti i comandi di un aereo o di un elicottero.

Aeroporto di Fano LIDF con FS 2020
Aeroporto di fano LIDF con X-Plane 11.50 + pacchetto “VFR estremo”

Ecco allora che software come ad esempio X-Plane della Laminar Research, possono essere installati in pc casalinghi o addirittura su tablet e smartphone in funzione ludica, ma anche essere usati come base di simulatori professionali delle compagnie aeree, fino ad avere addirittura una versione certificata dalle autorità aeronautiche nazionali per le scuole di volo.

In molti casi la comunanza delle versioni videoludiche e professionali è molto alta, fino a giungere ad oltre il 90%, come nel caso di X-Plane.

Tralasciando 3D Prepare – che effettivamente sembra perdere molto del suo senso dopo l’uscita di FS2020 – rimane da testare l’effettiva bontà, nella fascia di più alto realismo dedicata all’allenamento dei piloti sportivi, tra Flight Simulator 2020 e X-Plane 11.50 con il supporto della tecnologia Vulkan.

Capo volo di Fiordipiano con FS 2020
Campo volo di Fiordipiano con X-Planne 11.50 + pacchetto “VFR estremo”

In questo articolo vi vogliamo, appunto, offrire una prova comparativa “sul campo” tra questi due notevolissimi software.

Una comparazione pensata non tanto dal punto di vista del videogiocatore ludico, ma della validità a 360 gradi per l’addestramento e l’allenamento dei piloti da diporto e sportivi.

Piloti che dopo l’ascesa del settore VDS che vede oggi immatricolati, solo in italia, circa 13.000 aerei a fronte dei solo 1000 convenzionali, vede un mercato non certo trascurabile anche se comunque di nicchia rispetto ai videogiocatori.

Qui sotto vi mostriamo delle videate della stessa pista o aeroporto minore , con FS2020 e con X-plane potenziato con il pacchetto di espansione “VFR estremo” .

Possiamo vedere che, sebbene lo scenario di FS2020 sia molto bello, le piste che non siano specificatamente trattate sono ad un bassissimo livello di dettaglio e come il software autogeneri le strutture vicine alle piste, così indispensabili per il riconoscimento a vista, in modo approssimativo se non del tutto erroneo.

Se osserviamo X-plane 11.50 con l’aggiunta del pacchetto “VFR estremo” notiamo invece che anche i campi di volo minori hanno un livello di dettaglio e un realismo molto più alto, ma soprattutto sono pensati dal punto di vista del pilota che vola a vista e lo rendono assai più idoneo al riconoscimento durante una simulazione pensata per il reale addestramento dei piloti.

Campo volo di Senigallia con FS2020
Campo volo di Senigallia con X-plane 11.50 + pacchetto “VFR estremo”

Un altro punto molto importante è anche la resa piu o meno realistica del modello di volo.

FS2020 adootta un sistema basato sulla registrazione di parametri di volo (velocità ad un dato assetto e regime di motore e altri parametri) su uno specifico modello di aereo reale e poi le riporta in forma di codice nei file di configurazione di quello specifico aereo.

X-Plane al contrario è basato sulla cosiddetta “Blade Element Theory”, che interpreta la forma geometrica di qualsiasi velivolo e simula il modo in cui questo potrebbe comportarsi durante il volo. Alla base di questa teoria c’è un processo in cui ogni aereo viene suddiviso in sottoparti e per ognuna di queste viene calcolato il comportamento. Tutte queste forze applicate sulle superfici aerodinamiche del velivolo, vengono poi convertite in accelerazioni e integrate in velocità e posizione.

I vantaggi di questo modello risiedono nell’accuratezza e nella flessibilità, in quanto è applicabile a qualsiasi tipo di velivolo, dagli aeroplani agli elicotteri passando per alianti e dirigibili. A differenza di altri simulatori di volo che simulano le forze da applicare solamente su una una parte specifica dell’aereo (molto spesso il muso), il Blade Element simula ogni parte dell’aeromobile in oggetto che abbia o meno funzione di generare portanza.

A dire il vero FS2020 da la possibilità di settare diversi livelli di realismo del modello di volo, in quelli più elevati vengono introdotti, sia pure parzialmente, alcune dinamiche usate da X-Plane. Il risultato è sicuramente migliorativo, ma ancora insufficiente rispetto a quello generato da X-Plane che però logicamente assorbe una maggiore potenza di calcolo e richiede quindi microprocessori più prestanti, almeno nella funzione del loro miglior single core. Mentre invece FS2020 risulta sfruttare in maniera più distribuita le funzione multicore dei moderni processori. Questo però va a vantaggio di altre componenti del simulatore per cui X-plane mantiene una netta supremazia sulla fedeltà del modello di volo.

L’autore in volo con il suo MB2 Colibri

Posso sostenere questa tesi, grazie ad una serie di test comparativi che ho avuto modo di effettuare tra un aereo vero autocostruito (un MB2 Colibri di mia proprietà) e la sua esatta copia virtuale da me costruita grazie alla funzione Planemaker di X-plane.

Ebbene da una estesa campagna di prove con la registrazione in volo di valori di velocità-assetto-angolo di incidenza-potenza ho ricavato una nutrita tabella che poi sono andato a verificare con la copia dello stesso aereo costruita dentro X-plane. Il risultato è stato il 100% di corrispondenza nel normale inviluppo di volo e un 85% circa negli assetti inusuali.

CONCLUSIONI:

Dopo averle valutate nel loro insieme dal punto di vista di un vero istruttore di volo VDS, possiamo dire che FS2020 arriva ad eguagliare e forse in alcuni aspetti anche a superare il suo concorrente nella grafica e nella vastità del territorio, ma rimane ancora molto indietro per quanto riguarda il realismo del modello di volo, anche quando regolato al massimo livello possibile.

X-Plane se utilizzato al massimo delle sue potenzialità è piu idoneo per l’uso di aeroclub o dei campi di volo, tuttavia anch’esso senza l’insieme di pacchetti aggiuntivi sviluppati da una vasta comunity che vi gira intorno e che dà il meglio nel Progetto “VFR estremo”, non riesce a soddisfare a pieno le necessità della fascia più alta e professionale di utenza.

La combinazione di X-Plane 11.50 più l’espansione “VFR estremo” riesce a soddisfare le necessità dei veri piloti da diporto e sportivi, superando per questo segmento, la validità del pur notevole simulatore Microsoft.

Ermanno Cavallini

Istruttore di volo VDS attestato italiano n.000023